Luigi Ferraris, la capienza rischia di scendere a 32mila posti: i tifosi chiedono le standing zone

L’Associazione Club Genoani lancia l’allarme per la riduzione dei posti prevista durante i lavori e propone un tavolo con istituzioni, calcio e tifoseria

La capienza dello stadio Luigi Ferraris potrebbe scendere dagli attuali 33.205 posti a circa 32.000, con una riduzione destinata ad accompagnare quattro anni di lavori. A lanciare l’allarme è l’Associazione Club Genoani, che chiede di aprire un confronto per introdurre le standing zone, aree con posti in piedi che potrebbero consentire di aumentare la capienza delle gradinate e tutelare la tifoseria.
Il tema riguarda in particolare la Gradinata Nord, cuore del tifo del Genoa e considerata dall’associazione la più antica d’Italia, realizzata nel 1929. Negli ultimi tre campionati il Genoa ha superato quota 26.000 abbonamenti, raggiungendo il record di 28.101 tessere nella stagione 2025-2026. Una riduzione dei posti disponibili rischierebbe quindi di penalizzare una domanda già superiore alla capienza ordinaria dello stadio.

L’Associazione Club Genoani ricorda che il Ferraris ha una storia ultracentenaria. Il primo campo venne realizzato a partire dal 1910 su iniziativa dell’allora presidente del Genoa Edoardo Pasteur, che accolse la proposta del marchese Musso Piantelli di costruire un impianto all’interno dei terreni della sua proprietà. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 22 gennaio 1911, in occasione della partita tra Genoa e Inter, con il nome di Campo Sportivo Genoa Cricket & Football Club.
Il nuovo stadio intitolato a Luigi Ferraris, capitano del Genoa caduto durante la Prima guerra mondiale, venne inaugurato il primo gennaio 1933. Il record di affluenza risale invece al 27 febbraio 1949, quando oltre 60.000 spettatori assistettero alla partita Italia-Portogallo, terminata 4-1. L’impianto fu poi ristrutturato in vista dei Mondiali del 1990 e l’attuale configurazione venne inaugurata nel 1989, con una capienza già inferiore rispetto al passato.
Secondo l’associazione, il problema delle standing zone nasce dall’articolo 6 del decreto ministeriale del 18 marzo 1996, che disciplina i posti in piedi negli stadi italiani senza includere gli impianti calcistici tra quelli autorizzati a prevederli. L’amministrazione comunale non potrebbe quindi introdurre autonomamente questa soluzione, ma sarebbe necessario un confronto con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, il Ministero dell’Interno, la Commissione parlamentare per lo Sport e il Comune di Genova.
«Bisogna mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti», sostiene l’Associazione Club Genoani, chiedendo che nel percorso vengano coinvolti anche i tifosi. L’obiettivo è individuare una soluzione che consenta di aumentare la capienza complessiva e, soprattutto, quella delle due gradinate, preservando la funzione del Ferraris come stadio del Genoa dal 1911.
In copertina, la “standing zone” realizzata con sedili a ringhiera, presso l’ HDI Arena di Hannover, in Germania. Foto di Jon Darch da Wikipedia
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